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Implantologia dentale: ci sono controindicazioni?

Implantologia dentale: controindicazioni

Tutti i pazienti in buona salute e motivati possono sottoporsi ad un intervento di Implantologia dentale, in seguito ad un’attenta anamnesi della salute del paziente.

Ma ci sono dei casi in cui non è possibile ricorrere all’implantologia dentale. 

Di solito lo specialista implantologo valuta caso per caso e decide se intervenire con una chirurgia implantologica o conservativa.

Sicuramente la prima visita dal chirurgo implantologo, è a dir poco doverosa, per un’ottima riuscita di tutto l’intervento, ma vediamo insieme quando non è possibile ricorrere all’implantologia chirurgica dentale.

Quando un paziente non può sottoporsi ad un intervento di implantologia dentale?

Ci sono alcuni casi, in cui non è assolutamente possibile eseguire un intervento di implantologia chirurgica:

  • Quando il paziente ha un deficit della risposta immunitaria alle infezioni;
  • Quando il paziente soffre di cirrosi epatica;
  • Quando il paziente mostra un’insufficienza renale
  • Quando il paziente è affetto da malattie neurologiche gravi (ictus, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer.
  • Quando il paziente è in chemioterapia;
  • Quando il paziente soffre di malattie cardiache e disturbi della coagulazione;
  • Quando il paziente soffre di diabete;
  • Quando il paziente presenta qualche patologia orale (pemfigo, eritema multiforme, stomatite erpetica, piorrea, etc.);

Cosa fare in caso di osteoporosi?

Di solito quando il paziente soffre di osteoporosi, la scelta dell’intervento spetta principalmente allo specialista, in seguito ad un’attenta analisi dello stato di salute del tessuto osseo.

L’osteoporosi di solito non crea particolari problemi o controindicazioni al posizionamento degli impianti.

Più che altro, il problema riguarda i farmaci che vengono assunti per curare l’osteoporosi, perché un intervento di implantologia orale può avere come conseguenza anche una osteonecrosi.

E poi è necessario valutare la qualità e la quantità del tessuto osseo mascellare e mandibolare a disposizione.

Comunque, è stato dimostrato che gli impianti inseriti in un paziente che soffre di osteoporosi durano esattamente quanto gli impianti inseriti in un paziente sano.

Ecco cosa fare per evitare problematiche post-intervento

Prima e dopo l’intervento è necessario eseguire sempre un’accurata e quotidiana igiene orale della bocca, per un effettivo controllo della placca batterica.

Ricordiamo che se il paziente non dedica il giusto tempo ed attenzione alle manovre di igiene orale, dopo un intervento chirurgico può esserci anche il rischio di una perimplantite, ossia gli impianti possono provocare un’infezione del tessuto circostante, che può diffondersi in tutta la bocca e il corpo, tramite il circolo ematico. Quindi è bene fare molta attenzione!

Un altro fattore da tenere sotto controllo, se non si vuole incorrere in infezioni post-chirurgiche, è il fumo di sigaretta, in quanto può rallentare, notevolmente, il processo di osteointegrazione tra titanio e tessuti della bocca e di guarigione del paziente.

Quindi i grandi fumatori, sono invitati, qualora decidessero di sottoporsi ad un intervento di implantologia orale, a ridurre, notevolmente, il consumo di tabacco.

Quanti anni ha il paziente?

Implantologia dentale: controindicazioni

L’implantologia non ha età, quindi tutti i pazienti dai più giovani (sopra i 18 anni) ai più anziani (fino a 90 anni) possono tranquillamente sottoporsi ad un intervento di implantologia chirurgica dentale, l’importante è che ci siano tutte le condizioni necessarie per svolgere correttamente l’intervento. 

Quindi l’età non influisce sulla possibilità di essere riabilitato con un intervento di Implantologia dentale.

E se manca l’osso?

Grazie alle moderne tecnologie strumentali, anche i pazienti che presentano una quantità ridotta di osso, possono tranquillamente sottoporsi ad un intervento di implantologia chirurgica dentale.

Molto si deve alla chirurgia computer guidata, che permette di pianificare tutto l’intervento ancora prima di svolgerlo.

Lo scopo dell’implantologia computerizzata è aiutare il chirurgo a sfruttare le aree di osso, per il posizionamento degli impianti, non individuabili con una chirurgia tradizionale.

Questo ha ridotto enormemente i tempi di intervento e di guarigione a vantaggio principalmente del paziente.

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